Patrimonio Archivistico

AOM_Guardarobe_particolare.jpgLe serie archivistiche in cui si articola l’Archivio sono costituite da registri e volumi, che raggruppano documenti omogenei per tipologia e ordinati cronologicamente.

Le serie principali sono: Bolle pontificie, Leggi e Provvedimenti per l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, Sessioni (Deliberazioni del Consiglio), Protocolli Minutari, Atti notarili, Conti e Bilanci, Deliberamenti, Atti di giuramento, Provvedimenti, Patenti, Decorati.

I fondi archivistici inventariati sono solitamente individuati e suddivisi per ambiti geografici, in base al territorio o al soggetto produttore operante sul territorio cui subentrò a una certa data l’Ordine. Ecco i principali con la loro consistenza:

Stupinigi Vinovo e Dipendenze (mazzi 176); Staffarda (m. 201); S. Antonio di Ranverso (m. 131); Sardegna (m. 40); Ospedale di Valenza eredità Del Carretto (m. 26); Ospedale di Lanzo (m. 11); Ospedale Maggiore (m.90); Prevostura dei SS. Nicolao e Bernardo (circa m. 350); Lucedio (250 mazzi); Commende (trattasi di circa 140 commende per un totale di circa 450 mazzi); Padri Gerolamini (42 mazzi); Tenimento di Cortazzone e Cortandone (m. 26); Case in Torino (m.40); Basilica di Torino e Arciconfraternità (m. 13); Affari diversi della Sacra Religione (m. 41); Mappe e Cabrei (1044 unità archivistiche).

I fondi sono conservati in mazzi ordinati per numero, i quali conservano le unità archivistiche (solitamente fascicoli) numerate progressivamente.

L’attuale ordinamento risale alla seconda metà dell’Ottocento, a seguito della nomina del nobile e notaio Pietro Carlo Blanchetti ad archivista dell’Ordine (Regio Decreto 18 dicembre 1855), il quale mantenne la suddivisione territoriale delle carte, ordinando (o creando) le unità di conservazione in senso cronologico e completando e compilando gli inventari relativi ai diversi fondi.

Gli strumenti archivistici a disposizione per la consultazione e necessari per accedere alla documentazione sono di tipologia diversa. Per i fondi relativi a beni immobili sono presenti inventari manoscritti compilati da Blanchetti, ove le unità archivistiche, fascicoli numerati conservati in mazzi, si susseguono in cronologia, con riferimenti anche a documenti conservati in altre serie documentarie: è in corso la digitalizzazione di detti inventari. La documentazione che per tipologia costituisce una serie archivistica è stata inventariata informaticamente e si presenta sotto forma di elenco cronologico (ad esempio atti notarili; conti e bilanci, prove di nobiltà, etc.).

La documentazione cartografica (mappe, cabrei, disegni, tavole) è stata inventariata analiticamente su un database relazionale negli anni 2000-2002 e rivista nel 2012 in occasione della pubblicazione del volume sulla commenda di Stupinigi (C. Devoti, C. Scalon, Disegnare il territorio di una Commenda Magistrale. Stupinigi, Ivrea 2012); suddivisa per territorio, per ogni documento/unità archivistica è disponibile una scheda analitica che ne riporta i dati estrinseci.

Parte della documentazione ottocentesca e novecentesca prodotta dall’Ordine si trova oggi conservata presso la sede della Fondazione a Stupinigi.

Lavori in corso: il Fondo Scuole Mauriziane

Il Libro Lunghetto, ricettario del '600 dell'Ospedale Mauriziano di Torino. Tirsi Mario Caffaratto in "Minerva Medica", vol. 71, n. 13, 1980, pp. 981-987.

L'Archivio Storico dell'Ordine Mauriziano: estratto dal volume Disegnare il territorio di una Commenda Magistrale. Stupinigi, Ivrea 2012.

L'Archivio Storico dell'Ordine Mauriziano dalle origini al 1946. Un patrimonio di carta per ricostruire funzioni, territori, architetture

Il fondo di Sant'Antonio di Ranverso: inventario digitalizzato in tre volumi

Il fondo di Staffarda: inventario digitalizzato in due volumi

Documenti e immagini dell'Ospedale Mauriziano di Torino a 440 anni dalla fondazione (1575) e a 130 dall'inaugurazione della nuova sede (1885): catalogo della mostra

Le guide storiche della Palazzina di Caccia di Stupinigi - Museo di Arte e Ammobiliamento conservate in Archivio: la Guida del Museo del 1927

 

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