Da venerdì 20 marzo 2026 riapre al pubblico il giardino storico della Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Le gallerie verdi delle stanze di verzura tornano a definire il disegno del giardino, i parterre recuperano la loro geometria storica e il giardino di levante diventa il primo spazio di accoglienza del percorso di visita. Il progetto di recupero del giardino storico della Palazzina di Caccia di Stupinigi restituisce leggibilità a una parte significativa del paesaggio che circonda la residenza sabauda e introduce nuovi strumenti di fruizione per il pubblico: percorsi più accessibili e un’applicazione digitale personalizzata che accompagna la visita. Tra gli interventi realizzati anche la rievocazione della vasca di Fritz, l’elefante che nell’Ottocento visse a Stupinigi e che qui trovava spazio anche per le proprie abluzioni.
Il giardino della Palazzina di Caccia di Stupinigi nasce nel 1740 come giardino formale alla francese su progetto di Michel Benard e inserito nel sistema territoriale di Filippo Juvarra, per vivere in seguito una complessa evoluzione artistica e funzionale. Dopo un periodo di impoverimento in epoca napoleonica, nell’Ottocento è stato arricchito con elementi romantici tipici del giardino paesaggistico inglese dai fratelli Roda, per poi subire un ulteriore intervento a inizio Novecento con il ridisegno del giardino di levante ad opera di Alessandro Scalarandis. Nel corso del tempo, tuttavia, il venir meno della sua funzione reale e la scarsa manutenzione ne hanno compromesso il disegno originario, culminando durante la Seconda Guerra Mondiale nella sua radicale trasformazione in “orto di guerra” per provvedere al sostentamento dei malati dell’Ospedale Mauriziano di Torino.
Il progetto di recupero nasce nel 2022. Il primo lotto di interventi ha riguardato le aree più prossime alla Palazzina e in particolare il recupero, secondo i disegni del Settecento, delle stanze di verzura, chiamate Apartaments verts, rispettando forme, dimensioni, alberi e arbusti del tempo: le gallerie vegetali laterali costituite da 4 filari di alte siepi di carpino nero, perfettamente simmetriche e speculari, rappresentano il cannocchiale prospettico che indirizza lo sguardo verso il centro del giardino e allo stesso tempo sono un luogo dove passeggiare e sostare su panchine all’ombra creata da piante di acero campestre e tiglio. Sono stati ricreati, secondo i disegni ottocenteschi, i due grandi parterre erbosi, delineati da una striscia di ghiaia rossa e da una piattabanda piantumata con tassi piramidali allineati rigorosamente secondo gli assi principali della Palazzina: con la loro regolare forma e simmetria si connettono e intersecano con il giardino e il territorio circostante.
Il Giardino di Levante, primo spazio di accesso al giardino dal percorso di visita, ha conservato la pregressa configurazione spaziale con l’inserimento di zone con specie vegetali arbustive perenni alternate a manti erbosi e alberi ad alto fusto, anche di specie esotiche, testimonianza degli interventi eseguiti in epoca ottocentesca in stile paesaggistico inglese. A seconda delle stagioni si potranno ammirare i colori della natura con le fioriture primaverili delle magnolie, tulipani, il verde intenso estivo e il foliage autunnale delle specie presenti. In quest’area è stata inoltre riproposta la memoria della vasca di Fritz, attraverso un intervento paesaggistico che restituisce un episodio della storia della residenza legato alla presenza dell’elefante donato dal Viceré d’Egitto a re Carlo Felice nella prima metà dell’Ottocento.