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Ranverso a Scuola: Un Ponte di Memoria e Arte tra l’Istituto Jaquerio e la Precettoria

Si è svolta nella chiesa abbaziale della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso la giornata di restituzione e chiusura ufficiale di “Ranverso a Scuola: Museo-Scuola-Museo”.

Un innovativo progetto di didattica territoriale che ha visto collaborare attivamente, nel corso dell’intero anno scolastico, gli alunni della scuola primaria “Collodi” di Buttigliera Ferriera (afferente all’Istituto Comprensivo G. Jaquerio di Buttigliera Alta-Rosta) e i servizi educativi della Precettoria stessa.

L’iniziativa ha preso le mosse dalla valorizzazione e la conoscenza del già esistente Museo Scolastico della scuola Collodi di Ferriera. Un progetto che ha preso le mosse nell’anno scolastico 2017-18, con il coordinamento della maestra Wilma (Wilma Fillia) che, anche se lo scorso anno ha raggiunto il pensionamento, non ha mancato di essere presente questa mattina alla conclusione del progetto.

Da questa preziosa realtà locale è scaturita l’idea di un’autentica “adozione” del monumento da parte delle nuove generazioni.

Inteso non solo come bene artistico da ammirare passivamente, ma come luogo vivo, custode di memoria, storia e identità locale, il complesso di Ranverso è diventato il nucleo pulsante di un percorso di educazione permanente alla tutela dei beni storici, artistici e ambientali.

Un percorso bidirezionale: tra aule e reperti

Il progetto si è sviluppato con successo lungo due direttrici speculari ed interconnesse, come suggerito dal titolo programmatico dell’iniziativa: “Da Ranverso alla Scuola e dalla Scuola a Ranverso”.

  • Da Ranverso alla Scuola: Questa prima fase ha inteso trasferire l’idea stessa di museo all’interno delle aule scolastiche, stimolando nei giovanissimi il concetto critico di Museologia. Questo ha portato all’ampliamento e alla catalogazione di una porzione speciale del museo della scuola Collodi interamente dedicata alla Precettoria (tradottasi fisicamente in uno spazio espositivo/armadio in cui verrà ordinato il materiale).

Di fondamentale importanza è stata la ricerca sulle fonti:

  • La memoria orale: raccolta di testimonianze, registrazioni, lettere e storie popolari sul vissuto di Sant’Antonio di Ranverso.
  • La memoria per immagini: una ricca raccolta di fotografie del secolo scorso, cartoline, poster storici e ricordi legati ai matrimoni che tradizionalmente venivano celebrati all’interno della precettoria.
  • Dalla Scuola a Ranverso: La seconda direttrice ha visto invece la scuola muoversi attivamente verso il monumento. Dopo le prime e fondamentali visite guidate effettuate dalle classi tra ottobre e novembre scorsi, gli studenti si sono immersi in laboratori di manufatti e progetti grafici, analizzando lo studio delle terrecotte, le simbologie murarie, gli elementi vegetali, le storie dei santi dipinti e le antiche rotte dei pellegrini lungo la Via Francigena.

I quattro pilastri della restituzione: i progetti presentati il 4 giugno

I laboratori didattici presentati al pubblico e alla comunità hanno mostrato l’incredibile creatività e l’impegno metodologico dei ragazzi, capaci di tradurre la storia medievale in formati moderni e interattivi:

  • Il “Gioco del Maiale” Un bellissimo gioco di società progettato interamente dai ragazzi sulla falsa riga del classico gioco dell’oca. Il tabellone è animato da regole, imprevisti e sfide legati a doppia mandata alla storia, ai miti e alle vicende della Precettoria di Ranverso.
  • Le Formelle in Terracotta Un laboratorio plastico e manuale curato dai più piccoli, che si sono improvvisati maestri artigiani realizzando formelle in terracotta direttamente ispirate ai motivi decorativi e alle storiche terracotte presenti sulla facciata del monumento.
  • Indagine e Territorio Una vera e propria azione di ricerca sociologica che ha previsto un questionario e una ricognizione sul territorio per misurare e analizzare il reale grado di conoscenza e di familiarità che la popolazione locale ha con il complesso di Ranverso.
  • L’Erbario e il Censimento Un meticoloso lavoro di studio della biodiversità locale e dell’iconografia sacra, che ha portato alla creazione di un erbario con il censimento dettagliato delle specie vegetali tipiche del luogo.

Con la giornata del 4 giugno si è chiuso un cerchio didattico straordinario, capace di dimostrare come la storia antica e il patrimonio locale non siano concetti polverosi, ma materia viva in grado di stimolare la cittadinanza attiva fin dai primi anni di scuola.

Un grazie infinito va alle insegnanti, della primaria e della secondaria e alla dirigente.

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